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Nuova palizzatrice: più rispettosa della vigna e del suo ambiente. Una macchina concepita da viticoltori e destinata ai viticoltori




A fine stagione, la degradazione delle graffette, causata dall’effetto del sole, permette la rimozione del filo in modo meccanico per mezzo di un’avvolgitore di fili, con conseguente risparmio di tempo.
Questa caratteristica sarà ottimizzata dall'uso del filo biodegradabile, più scorrevole rispetto all filo tradizionale.
Il sollevamento: Due nastri in gomma a trascinamento idraulico sollevano il fogliame. La velocità di rotazione è regolata da una rotella, proporzionalmente alla velocità di progressione.
La flessibilità dei nastri permette di sollevare la vegetazione dolcemente, senza danneggiarla.
L’aggraffatura : Si mette in funzione direttamente dal posto di guida mediante un pulsante. É realizzata da una aggraffatrice a due braccia. Il braccio sinistro fa da magazzino e contiene 300 graffette, che permettono di palizzare una decina di are. Il caricamento si effettua dal posto di guida. Un martinetto doppio permette di aprire l’aggraffatrice al passaggio dei picchetti.
Il sistema di frenata dei fili :
L’idea è stata di installare una frenatura di fili accoppiata a un elettromagnete. Si comanda dal posto di guida. Alla fine della fila, il conducente può stendere i fili senza romperli e annodarli facilmente. La macchina usa ancora dei fili in poliprolene. Un filo biodegradabile è in fase di prova.
L’idraulica:
La macchina ha un bisogno minimo di 12 L/min. Si installa su un trattore dotato di un distributore semplice effetto con ritorno libero e di tre distributori a doppio effetto per il materiale e le regolazioni della pendenza e dell’ altezza. Un trattore a trampolo avrà bisogno di due distributori a doppio effetto.